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il segno blu
Quel segno blu che ancora discreto mi accompagna si inclina con gli umori della mano si alza poi discende lasciando la sua traccia e corre come dita su di un piano Carezza un suo profilo comunica tensioni rimbalzano nei fogli le parole distratte si aggrovigliano si sfiorano si uccidono no vogliono restarsene da sole. Si svegliano al mattino metodiche diligenti bambine sempre pronte ad affrontare esami ed escono di casa con occhi vivi aperti dipinte quanto basta di pizzo e di ricami. Nascoste dentro ai libri si aprono a persone ma quando poi ti servono sovente non ci sono a volte giocan piano a volte picchian forte e resta solo l’eco di quel suono. Si vestono alla moda, rincorrono ideali disposte a confrontarsi fedeli quanto basta convinte di piacere nel gioco dei giornali con l’inflessione tipica del posto o della casta. Si piantan come semi nell’orto di un pensiero sperando possa nascere una rivoluzione son piene di carisma con sguardo vivo e fiero a volte se ne vanno al cambio di stagione. C’è chi della poesia non può sai farne a meno e prende quel che può dal canto della storia. di dubbi e di certezza lui vaga senza freno e scrive per se stesso non certo per la gloria. Si pesano e si studiano ed escono bigotte di un perbenismo viscido di chi vuol far carriera infestano quest’aria con frasi colte e dotte nel caso che convenga lo vendono di sera. Quel segno blu che ancora da sempre mi appartiene è un piccolo pensiero mi segue per la strada un’ombra impercettibile sottile quando viene attenta quanto basta, discreta ovunque vada. Son piccole nei modi ma fanno molto male nei lucidi silenzi si sanno far sentire non costa molto il suono ma infondo quanto vale quella parola giusta prima di dormire. |
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