Parlare di tutto per non parlare di niente.
Parlare di tutto per non parlare di niente.

Parlare sì, ma di che cosa ?

Certo è un bel problema. Ognuno può sfoderare tutta la sua fantasia, vagando liberamente nell’aria senza il rischio di uscire fuori dal tema principale. Nella sua vaghezza risulta questo l’unico argomento che permette la libera espressione di ognuno e lo scambio reciproco di suoni (non è poco). Mi permetto di osservare e di far osservare a tutti quelli che vorranno esprimersi in proposito che l’argomento per alcuni potrà risultare banale, ma per altri è veramente banale.
Quindi perdiamoci in parole vane e in concetti eterei, sarà sicuramente produttivo e interessante scoprire che, se vogliamo, con un po’ di impegno, riusciamo a dare una risposta utile a quello che in realtà non serve a nulla. Non possiamo restare indifferenti di fronte all’inutilità del caso, ci comporteremmo come degli ipocriti nei confronti di chi vuole parlare di altri problemi e faremo la figura di chi non è in grado di prendere una posizione su un’entità così sibillina.
Non voglio certo accontentare la mia sete di sapere con teorie troppo abusate ma voglio trovare delle risposte a delle domande che non sono state mai poste, Personalmente, quando mi si offre l’occasione di esprimere un parere sulla nullità dell’argomento rimango sempre affascinato nello scoprire che non c’è niente da scoprire di quello che non sia stato già scoperto sulla nullità dell’argomento. Risulta quindi evidente che il parlare, quando è vago e privo di senso e non ha effetti collaterali deleteri, è già di per se positivo. Quindi per chi crede che il positivo sia veramente positivo e l’inutile sia migliore del deleterio, noi continueremo ad approfondire il problema fermamente convinti di non risolvere niente.
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