| panta rei - il gusto del banale |
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panta rei
Vedo ancora il mio viso, si riflette nello specchio, sembra che non cambi mai, ma ogni volta è un po’ più vecchio. Sembra strano che la vita ci consumi poco a poco come una candela accesa che si scioglie con il fuoco. Tutto scorre come un fiume Dalle sue acque chiare Mentre scende nel suo letto Per gettarsi infondo al mare, tutto passa e non ritorna nella strada già segnata da paesaggi già vissuti da una meta già scontata. Dal copione che non cambia Dal regista che ci crede Che ci chiama alla sua destra Con la scusa della fede, come dentro uno spettacolo tra giullari e le regine siamo attori improvvisati che conoscono la fine. Cerco ancora dentro il tempo la ragione della vita, vivo ascolto e guardo attorno ma mi sfugge tra le dita, L'esperienza non insegna, il mio viaggio non ha meta e nascondo la mia angoscia nella frase di un poeta. E passo dopo passo Mi trascino inconsciamente Verso una realtà Che non porterà mai a niente Ma vivo fino in fondo Tutte quante le passioni E sfogo la mia rabbia Contro tutte le illusioni. E canto la nevrosi Per chi ha molto da imparare E vendo quattro righe Per chi è stanco di ascoltare, e scaglio la mia pietra con la forza infinita, la speranza per il mondo forse è la vita. |
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