lisbona è mia
Una coppia di una certa età è seduta su di una panchina, una di quelle panchine accomodate in
piccoli slarghi tra le vie antiche della città, e si tengono per mano: l'uomo parla alla donna
frasi evidentemente d'amore... e mi chiedo quanto amore scorra, passeggi, fugga, volteggi in queste strade
fitte e intricate strade di Lisbona.
Salgo sempre più su fino al Castello che guarda e sorveglia la sua città: è molto bello. Siamo in Agosto
eppure vi abita un vento portentoso ad agitare vesti, capelli e pensieri dei suoi visitatori.
Salgo ancora su attraverso improbabili scale di fianco alle pareti ed arrivo
sull'altezza di una delle mura dove il vento abbassa l'intensità e ti accarezza la pelle.
L'equilibrio si fa meno precario. Guardo al di là dei tetti e vedo il Tago che si perderà a breve
nell'Oceano. Il cielo si confonde con la linea di confine e tu non pensi ad altro!
Il parco del Castello ospita un gran movimento di persone che sembrano i protagonisti di un pezzo
di pellicola cinematografica o di una tela impressionista... le figure si muovono, anche se lentamente
scivolano con lo sguardo verso l'acqua del fiume, anche loro.
Il silenzio della città risiede nella parte antica, perchè non appena ti allontani da questa
ti viene incontro il rumorio tipico di Lisbona. Una città aperta che non conosce mura, se non quelle
naturali, con i tram (il 28 è da menzionare) che avvisano con uno scampanellio di lasciare libero
il passo, le auto che scorrono sui larghi viali della città moderna, un parlare che si fa suadente
quando furtivamente lo ascolti. Le persone ti appaiono specchio di chi è stato baciato solo poco
prima. Pessoa pensi che sia passato lì, dove sei tu, solo qualche tempo prima.
Arriva la sera e la musica del Fado si fa sentire, mangi una porzione di baccalau (si scrive così?)
e assapori con gli occhi il resto...
Una città che prima di lasciarla senti un po' tua, sali in macchina è scrivi su una cartolina
"Lisbona è mia" e chi ti è accanto sorride davanti a quelle lettere, gira la chiave nel cruscotto
e mette in moto...
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