l'inutile poesia - il gusto del banale
l'inutile poesia

Si scrivono da sempre le poesie
si costruiscono castelli in aria
ma c’è sempre un trucco dietro a tutte le magie
per un idea forse immaginaria.

Si vende a basso costo la speranza
e si combatte per un ideale
e poi ti trovi solo in una stanza
per un amore che è finito male.

E sì che ti consumi inutilmente
e spenderai milioni di parole
ti parli sempre addosso amaramente
ed esci solamente se c’è il sole.

Ti sveglierai col pianto una mattina
e te ne vai furioso quando è sera
ma di una rosa resterà una spina
e aspetterai un'altra primavera.

Ma aspettare infondo a cosa può servire
a mascherare un sogno di possibilità
a illudersi di vivere o peggio di morire
per distrazione per necessità.

Necessità di un punto di partenza
per credere mirato alla lontana
col rischio di soffrire poi tutta un’esistenza
non serve è come amare una puttana.

Di storie di passioni il mondo si trascina
ti sembrerà diversa ma infondo è sempre uguale
si spengono le luci la notte si avvicina
con il suo passo incerto patetico banale.

Si prende a pochi sorsi come il vino
lo senti che può farti anche del male
è il gusto che non guasta il segno del destino
di un desiderio forte che non vale.

E poi non si riesce a rimanere amici
quando ti fa paura quello che hai disperso
infondo poi lo pensi eppure non lo dici
che quello che si è fatto è tempo perso.

Ma il tempo che ha ferito sa cucire
l’arcobaleno dopo il temporale
e poi si sa non c’è molto da dire
per un amore che è finito male.

E canti finché hai voglia di cantare
la solita canzone che conoscevi già
con il suo ritmo lento noioso come il mare
nasconde le sue storie la sua precarietà.

T porterà le carte da scoprire
per ingannare il tempo per giocare
e poi quando è tardi si va tutti a dormire
sperando che si possa poi cambiare.
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