| l'inutile poesia - il gusto del banale |
|
l'inutile poesia
Si scrivono da sempre le poesie si costruiscono castelli in aria ma c’è sempre un trucco dietro a tutte le magie per un idea forse immaginaria. Si vende a basso costo la speranza e si combatte per un ideale e poi ti trovi solo in una stanza per un amore che è finito male. E sì che ti consumi inutilmente e spenderai milioni di parole ti parli sempre addosso amaramente ed esci solamente se c’è il sole. Ti sveglierai col pianto una mattina e te ne vai furioso quando è sera ma di una rosa resterà una spina e aspetterai un'altra primavera. Ma aspettare infondo a cosa può servire a mascherare un sogno di possibilità a illudersi di vivere o peggio di morire per distrazione per necessità. Necessità di un punto di partenza per credere mirato alla lontana col rischio di soffrire poi tutta un’esistenza non serve è come amare una puttana. Di storie di passioni il mondo si trascina ti sembrerà diversa ma infondo è sempre uguale si spengono le luci la notte si avvicina con il suo passo incerto patetico banale. Si prende a pochi sorsi come il vino lo senti che può farti anche del male è il gusto che non guasta il segno del destino di un desiderio forte che non vale. E poi non si riesce a rimanere amici quando ti fa paura quello che hai disperso infondo poi lo pensi eppure non lo dici che quello che si è fatto è tempo perso. Ma il tempo che ha ferito sa cucire l’arcobaleno dopo il temporale e poi si sa non c’è molto da dire per un amore che è finito male. E canti finché hai voglia di cantare la solita canzone che conoscevi già con il suo ritmo lento noioso come il mare nasconde le sue storie la sua precarietà. T porterà le carte da scoprire per ingannare il tempo per giocare e poi quando è tardi si va tutti a dormire sperando che si possa poi cambiare. |
| il gusto del banale |home |
| © lorenzofiore.it - 2003 |