| il gusto del banale |
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Si spinge la tua voce avvolta in un pensiero come un colpo di tosse intriso dentro l’anima e stringe la tua indole da tacito guerriero che coglie e non raccoglie le immagini del cinema. Si chiudono le stanze di un tiepido tepore e cambiano le luci col fare della sera si avvertono più rade e inutili le ore e incalzano i fantasmi dei balli da balera. Le strade sono stanche non nascono più fiori si batte e si combatte nel ciglio della strada si mescola il sorriso col pianto e con gli amori e macini il selciato sperando non si cada. E come in una favola tra mille sfumature si vede e non si vede quel filo di speranza che cuce con la fede e taglia con la scure quel piccolo traguardo che scorgi in lontananza. Ombrelli di novembre tra nubi minacciose si aprono e si chiudono per poi mettersi a posto si alternano ammennicoli tra i giorni e tra le cose per rimbalzarci addosso per sempre ad ogni costo. E piovono discorsi dal video e dalla stampa in modo telematico in modo ipertestuale tra il saggio che non cede e il popolo che inciampa in congetture mistiche tra il vero ed il virtuale. Lo sguardo dietro al vetro si vede e non si vede e stringe dentro i pugni frammenti di ricordi per scelta o per paura si chiede e non si chiede lasciarsi trasportare o fingersi dei sordi. E come in una favola tra mille sfumature si vede e non si vede quel filo di speranza che cuce con la fede e taglia con la scure quel piccolo traguardo che scorgi in lontananza. |
Distratte situazioni ritagli di poesia si lasciano su fogli raccolti a malapena ti seguono da sempre per farti compagnia e arrivano puntuali come l’ora della cena. Un gatto sulla porta ti aspetta alla mattina si volta fa le fusa con occhi di tristezza si aspetta qualche cosa avanzi da cucina un pasto un po’ di latte o solo una carezza. Si riempiono cassetti nel corso di stagioni di libri che col tempo assumono spessore di foto di ricordi di musica e illusioni di giorni impercettibili bruciati in poche ore. E come in una favola tra mille sfumature si vede e non si vede quel filo di speranza che cuce con la fede e taglia con la scure quel piccolo traguardo che scorgi in lontananza. Bagliori cittadini tra il fumo e gas di scarico tra corse contro il tempo sirene polizia le file negli uffici il bar bollette a carico di stanche situazioni nella malinconia. E cambiano le mode le frasi e ciò che vale prolisse ridondanze da perderci anche il senso non ci appartiene più il gusto del banale ci sfuggono gli aromi del vino e dell’incenso. Ma forse è troppo tardi per dare spiegazioni si mescolano carte nel vetro di una sfera riposano i pensieri tra dubbi di tensioni ed aspettiamo attoniti la fine della sera. E come in una favola tra mille sfumature si vede e non si vede quel filo di speranza che cuce con la fede e taglia con la scure quel piccolo traguardo che scorgi in lontananza. |
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