tributo a giorgio gaber
1 gennaio 2003

Il sipario questa volta non si apre,
e lo spettacolo come sempre andrà avanti
e come sempre quando muore si riscopre
il lavoro degli artisti più importanti.

ed è triste che il ricordo avvenga dopo
sempre dopo come fosse una condanna
di una vita di un delirio senza scopo
di uno scopo troppo vivo che ti inganna

troppo vivo per doverlo ricordare
e ci lascia con vuoto dentro il cuore
con la gioia che ti ha dato e ti sa dare
e il rimpianto che ci lascia chi ci muore.

con il dubbio sempre lucido e tagliente
le intuizioni sempre magiche e geniali
l'eleganza che si muove tra la gente
come un volo dentro un battito di ali.

con coraggio hai sempre fatto le tue scelte
non conforme alle leggi del mercato
ma il mercato se ne frega della gente
e la gente che ti amava ti ha ascoltato.

ora sì che siamo veri cani sciolti
senza te che parlavi di pensiero
ora il vizio della vita ci ha travolti
e il futuro che si scorge è sempre nero.

una vita di equilibrio un po' precario
sempre attenta a non perdere la coscienza
ogni giorno con gli appunti di un diario
ci parlavi con la solita coerenza.

quarant'anni sono molti per parlare
ma il parlare è sempre stato la tua forza
ora resta solo un canto a declamare
una rabbia che nel tempo non si smorza.

e rimbalza la memoria di un teatro,
buio senza la tua esile figura
mentre il mondo che correva dietro il vetro
lo tracciavi senza averne mai paura.

la paura era solo messa in prosa
ma il tuo canto era pieno di ironia
la tua ultima ballata silenziosa
ci saluti come sempre poi vai via.
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